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Sword Art Online: Il grande potenziale mai sfruttato nei videogiochi

In oltre 15 anni, i videogiochi basati su Sword Art Online non sono mai riusciti a raggiungere standard qualitativi elevati nonostante la trama perfetta per un MMORPG coinvolgente. Tra problemi tecnici, gameplay ripetitivo e strategie di vendita aggressive, la serie resta un'occasione sprecata. L'ultimo titolo in uscita mostra qualche miglioramento ma si conferma ancora lontano dal realizzare il potenziale dell'anime.

20 giugno 20263 min di letturaZergantis - YouTube

Sword Art Online: il potenziale videoludico sprecato

La saga di Sword Art Online (SAO), esplosa con l'anime nel 2012, si presenta come un modello perfetto per i videogiochi: un MMORPG in cui i giocatori entrano fisicamente nel gioco tramite un casco full dive, con la vita reale in gioco. Nonostante la premessa affascinante, in 15 anni nessun titolo ha saputo catturare appieno questa idea.

Una storia perfetta per il videogioco

La trama originale ruota attorno a 10.000 giocatori intrappolati in un MMO impossibilitati a disconnettersi, pena la morte reale. Per salvarsi devono completare 100 piani di una torre. Questa impostazione avrebbe dovuto garantire un gioco con un game design solido e coinvolgente, ma la realtà è diversa.

I giochi SAO: una lunga scia di mediocrità

Dall'esordio con Hollow Fragment (2014) fino a The Last Recollection (2023), i titoli si sono susseguiti a ritmo serrato senza conquistare le aspettative. La critica professionale, su piattaforme come Metacritic e Open Critic, ha sempre giudicato i giochi intorno a un punteggio medio di 60-68, indicativo di mediocrità. I problemi tecnici, boss ripetitivi e nemici poco stimolanti sono stati costanti.

Fatal Bullet e Alicization: ieri e oggi

Fatal Bullet (2018) rappresenta il picco relativo, apprezzato soprattutto dai fan, ma anche qui l’esperienza viene definita «blanda» e «generica». Il seguito, Alicization Lycoris (2020), è uscito pieno di problemi tecnici, mentre The Last Recollection del 2023, ultimo capitolo della serie, è stato criticato per un gameplay faticoso e poco ispirato.

Il problema del modello di business

La forza commerciale di SAO risiede nel suo fandom, e il franchise continua a vendere senza bisogno di innovazioni significative. I giochi vengono proposti con variazioni grafiche e minori novità, spesso venduti anche a prezzi elevati fino a 109,99 euro per versioni Deluxe o Ultimate, che includono modalità chiave come la permadeath come contenuti extra a pagamento, una scelta vista con disappunto.

Una speranza dall'ultimo titolo in uscita

La demo del nuovo Ecco's Nine Crad, in uscita a luglio, mostra qualche miglioramento: un sistema di combattimento più tattico, un RPG dove si crea un personaggio personalizzato invece di impersonare Kirito e un mondo esplorabile con limitazioni. Tuttavia la demo evidenzia ancora problemi come dungeon noiosi, IA poco stimolante e un gameplay rigido. Nonostante sia il miglior SAO mai giocato, il giudizio rimane tiepido.

Considerazioni finali

Nel complesso, la serie videoludica di SAO resta un’occasione mancata, incapace di tradurre la forza narrativa e concettuale dell’anime in un'esperienza di gioco all’altezza. Il potenziale c’è, ma finora i produttori sembrano accontentarsi del successo garantito dal brand, limitando innovazioni e qualità.

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