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Destiny 2: Bungie fa marcia indietro e promette il ritorno dei contenuti rimossi nonostante i 292 licenziamenti

Bungie annuncia il proseguimento dello sviluppo di Destiny 2 e il ripristino di tutti i contenuti rimossi nel 2020, dopo mesi di annunci opposti e il licenziamento di quasi 300 persone. L’azienda riconosce di aver perso il contatto con i giocatori e apre a un futuro che metta nuovamente al centro la community, pur con molte incognite su tempistiche e dettagli.

22 settembre 20262 min di letturaZergantis - YouTube

Destiny 2: un dietrofront inatteso di Bungie

Nel 2020 Bungie aveva preso una decisione particolare nel mondo dei videogiochi: rimuovere dal gioco Destiny 2 interi contenuti, inclusi quelli precedentemente acquistati dai giocatori. Le campagne originali, come Red War e altre, diverse destinazioni e numerose incursioni erano state eliminate da tutti i giocatori, generando un forte malcontento nella community.

Il crollo e i licenziamenti

A maggio 2023 Bungie annunciava la fine dello sviluppo di nuovi contenuti per Destiny 2, motivando lo spostamento delle risorse verso altri progetti come Marathon. A giugno la situazione si aggravava con il licenziamento di 292 dipendenti nello stato di Washington, a cui si aggiungevano altre riduzioni a livello globale, compresa l’uscita dell’amministratore delegato Justin Truman.

La svolta annunciata a settembre 2023

In un video rilasciato recentemente, presente anche Toran, Bungie cambia direzione e rivela tre punti chiave:

  • Destiny non è finito e rimane essenziale per il futuro dell’azienda;
  • Tutti i contenuti rimossi nel 2020 saranno reintrodotti, inclusi campagne, pianeti e incursioni;
  • Ammissione di aver perso il contatto con la community, senza chiedere però fiducia immediata ma riconoscendo la necessità di riconquistarla.

Questo annuncio è accompagnato dalla promessa di un rilancio anche per Marathon, gioco fino a poco tempo fa considerato senza futuro.

Le domande restano aperte

Non sono stati ancora comunicati dettagli temporali riguardo al ripristino dei contenuti, né è chiaro se questi saranno reintrodotti gratuitamente o con un costo aggiuntivo. Inoltre, con un team drasticamente ridotto rispetto al passato, resta incerta la capacità di Bungie di mantenere gli standard qualitativi con una così ridotta forza lavoro.

Un precedente per l’industria videoludica

Questo dietrofront rappresenta un importante precedente, soprattutto nel dibattito in corso in Europa su proprietà e licenze di contenuti digitali. Bungie dimostra con questo gesto che la rimozione dei contenuti può essere rivista, aprendo nuove possibilità per i diritti dei giocatori e la gestione della proprietà intellettuale nei videogiochi.

Restano dunque aperti i riflettori sull’evoluzione di Destiny 2 e le decisioni future di Bungie, in attesa di ulteriori aggiornamenti ufficiali.

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