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Sony PlayStation Store nel mirino: la causa olandese e il sostegno di Stop Killing Games

Un gruppo di consumatori olandesi ha intentato una causa contro Sony, accusata di abuso di posizione dominante nel mercato digitale del PlayStation Store, chiedendo 400 milioni di euro di risarcimento. Il movimento Stop Killing Games ha recentemente aderito alla causa per aumentarne la visibilità. Il dibattito riguarda i prezzi più elevati dei giochi digitali rispetto alle versioni fisiche e la mancanza di concorrenza nelle piattaforme Sony. Il caso si inserisce in un contesto internazionale di controversie simili, con impatti indiretti anche per i videogiocatori italiani.

20 agosto 20263 min di letturaZergantis - YouTube

Sony PlayStation Store nel mirino: la causa olandese e il sostegno di Stop Killing Games

Il mercato digitale dei videogiochi è al centro di una controversia legale che coinvolge Sony e il suo PlayStation Store. Un gruppo di consumatori olandesi ha infatti avviato una causa collettiva chiedendo un risarcimento di circa 400 milioni di euro, accusando Sony di abuso di posizione dominante. A supporto della causa si è recentemente unito Stop Killing Games, movimento europeo noto per la difesa della preservazione videoludica.

Il nodo della questione: prezzi digitali più alti e monopolio

Il confronto tra il prezzo dei giochi digitali sul PlayStation Store e quelli in versione fisica su marketplace come Amazon evidenzia una tendenza all’aumento significativo del costo delle copie digitali, considerate anche più care di circa il 47% secondo la perizia fornita dagli stessi querelanti. La critica principale è indirizzata al fatto che Sony mantiene un monopolio sul mercato digitale della sua piattaforma: dal 2019 ha sopresso la rivendita di codici digitali da parte di terzi e impedisce l’installazione di negozi alternativi alla sua piattaforma ufficiale, trattenendo per ogni transazione circa il 30% del prezzo.

Un caso europeo con ricadute globali

Questa battaglia legale si inserisce in un contesto più ampio, con simili cause in corso nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Messico e in Portogallo. A seguito della prima udienza in Olanda a fine giugno 2023, Sony ha annunciato l’abbandono delle copie fisiche di giochi PlayStation dal 2028, una scelta che potrebbe accentuare ulteriormente la posizione dominante sul digitale. Tuttavia, le accuse non sono universalmente accettate: Sony ha sempre negato comportamenti anticoncorrenziali sostenendo invece di competere in modo corretto nel settore videoludico.

Il ruolo di Stop Killing Games

Stop Killing Games non è un soggetto legale della causa ma un movimento che, tramite il suo ampio seguito e oltre un milione di firme raccolte, contribuisce a portare visibilità alla problematica. La sua adesione rappresenta un endorsement che unisce le istanze di tutela del consumatore e di salvaguardia del patrimonio videoludico.

Implicazioni per i giocatori italiani

Al momento, queste azioni legali riguardano esclusivamente i Paesi coinvolti, e i videogiocatori italiani non possono partecipare direttamente a rimborso o indennizzi. Tuttavia, la questione è importante per la comunità gamer italiana in termini di consapevolezza e prospettive future riguardo alla gestione dei diritti digitali, alla concorrenza e al valore dei contenuti videogame.

Per approfondire il tema e seguire gli sviluppi, è possibile consultare il video integrale originale su YouTube di Zergantis.

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