HomeNewsArticolo
NewsGaming

The Relic: First Guardian, un ambizioso action RPG coreano ostacolato da problemi tecnici e sbilanciamenti

The Relic: First Guardian è un action RPG sviluppato da un piccolo team coreano che ha puntato su meccaniche innovative e un'ambientazione rara, ma è stato pesantemente penalizzato da problemi tecnici, bug e un bilanciamento incoerente. Nonostante le buone idee, le difficoltà hanno portato a recensioni negative e un'accoglienza critica molto bassa. Il progetto rappresenta un esempio emblematico delle sfide degli indie nel settore videoludico.

02 agosto 20263 min di letturaZergantis - YouTube

The Relic: First Guardian, tra ambizione e criticità

The Relic: First Guardian è un action RPG in terza persona sviluppato dai coreani di Project Cloud Games e pubblicato da Perp Games. Nonostante un concept interessante e alcune innovazioni sul gameplay da ispirazione Souls-like, il gioco è stato accolto tiepidamente dalla critica, segnalando numerose problematiche tecniche e di bilanciamento.

Un concept originale con meccaniche innovative

Il titolo propone un sistema di combattimento che ribalta alcune dinamiche tradizionali del genere: gli attacchi non consumano stamina, la quale è invece impiegata per azioni difensive come parate e schivate, favorendo un ritmo più aggressivo e dinamico. Inoltre, i nemici non respawnano, arricchendo la progressione e l'esplorazione e limitando la ripetitività tipica del genere.

L’ambientazione, ispirata al folklore coreano, offre un'ambientazione rara nel panorama videoludico, mentre la progressione GdR risulta profonda ma accessibile, senza sovraccaricare di oggetti inutili l'inventario. Il gioco conta circa 80 boss, cuore dell’esperienza, con set di mosse distintivi, e una durata stimata intorno alle 30 ore di gioco.

Gli ostacoli più critici: problemi tecnici e bilanciamento

Nonostante le buone idee di base, il comparto tecnico risulta obsoleto, con una grafica simile a quella dei titoli PlayStation 3, frequenti cali di framerate, bug che compromettono la progressione e animazioni poco curate. L'assenza di funzioni di navigazione essenziali rende inoltre difficoltoso orientarsi nel mondo di gioco.

La presenza di un team di soli 12 sviluppatori, impegnati per sei anni sul progetto, ha portato a un riciclo necessario di alcuni boss e a un bilanciamento della difficoltà spesso definito "schizofrenico": alcuni scontri sono eccessivamente semplici, mentre altri risultano frustranti per la loro aggressività e le mosse difficili da prevedere.

Un fallimento carico di buone intenzioni

Project Cloud Games ha subito diverse patch correttive sin dal lancio, ma il gioco è ancora lontano dall'essere ottimizzato. Nonostante ciò, gli sviluppatori promettono ulteriori aggiornamenti per migliorare l’esperienza complessiva nelle settimane e mesi a venire.

Il progetto rappresenta un esempio emblematico delle difficoltà degli studi indie nel tentare di innovare con risorse limitate: l’ambizione di voler strafare ha generato un prodotto imperfetto, ma che al suo interno conserva tracce di passione e potenziale.

Conclusioni

Con una media Metacritic attorno al 54 e un gradimento critico del 6%, The Relic: First Guardian non è un titolo consigliato all'acquisto immediato. Tuttavia, gli aspetti unici e il coraggio creativo del team di sviluppo potrebbero trovare futuro riscatto con ulteriori patch e aggiornamenti, sebbene al momento rimanga un esempio di quanto rischioso possa essere puntare in alto senza mezzi adeguati.

Per approfondire e vedere l’analisi completa, si rimanda al video originale disponibile su YouTube - Zergantis.

Altri articoli di Zergantis

Altri articoli

Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza. Continuando a navigare accetti la nostra Cookie Policy.